
Domenica 26 gennaio è stata celebrata nella cattedrale di San Cerbone a Massa Marittima, alla presenza padre Ciprian Calfa della Chiesa ortodossa di Romania, la messa ecumenica presieduta dal nostro vescovo Carlo.
Il tema dell’anno
Nel centro della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani di quest’anno c’è la domanda che Gesù rivolge a Marta nel racconto della resurrezione di Lazzaro: «Credi tu questo?». Questa è una domanda che è rivolta a tutti noi cristiani, la stessa per tutti e posta dall’unico Signore, che ci chiama insieme a riflettere sulla nostra fede, sulla nostra testimonianza e sul nostro servizio, e a rispondere, ognuno e tutti. Disponiamoci dunque in questa occasione a condividere la gratitudine per la vocazione che abbiamo ricevuto e a rispondere alla domanda di Gesù a Marta, chiedendo allo Spirito di allargare i nostri cuori, di aprire le nostre menti, di orientare i nostri passi e di farci vivere la realtà della fraternità che supera le nostre storie particolari.
Quest’anno ricorrono 1700 anni dal Concilio di Nicea, che è il primo Concilio ecumenico dove si definisce per la prima volta una ‘formula’ di fede, che poi è accolta da tutti i cristiani. Puntando sul tema della fede, chiediamo quale è l’essenziale di ciò in cui diciamo di credere. Nel Vangelo secondo Giovanni, in cui Gesù rivolge la domanda ‘Credi tu questo?’ ad una delle sorelle di Lazzaro, Gesù la sta interrogando sulla qualità della sua fede.
In questo episodio Marta ha appena rivolto a Gesù la domanda sulla morte di suo fratello Lazzaro, e Gesù le dice se ella crede nella Resurrezione. La risposta di Marta è: ‘Sì, credo che risorgeremo alla fine’; ma Gesù ribatte: ‘Io sono la resurrezione e la vita: credi tu questo?’. La richiama alla sua fede, non tanto nell’idea della resurrezione, ma alla fede nel Risorto, cioè nell’uomo Gesù, destinato alla resurrezione e che in Lui ciascuno di noi otterrà la consapevolezza di poter vivere aldilà della morte.
Il Concilio di Nicea nasce in un contesto storico, molto particolare ed è stato anche utilizzato dall’imperatore per poter creare un’unità all’interno del mondo politico del tempo. Per i cristiani è per la prima volta il convergere sul fatto che in Gesù non riconosciamo solo un profeta particolare, ma il Figlio di Dio, cioè quell’uomo che allo stesso tempo è pienamente uomo e pienamente Dio. Questo è detto per la prima volta da tutti i cristiani, anche se quel Concilio ha avuto una ricezione difficile, in quanto esso è stato convocato per il fatto che alcuni negavano questa fede. Però, alla fine, tutte le Chiese cristiane, attraverso un lento cammino, arrivano ad accogliere questa fede ed a farne la base della loro comune fede in Gesù. Carissimi, il nostro essere cristiani si basa su questa comune professione di fede ed è per questo che ci siamo riuniti nella nostra chiesa cattedrale per una celebrazione di unità, di lode e di preghiera.